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Profondità di campo e iperfocale
PDCLa profondità di campo (PDC, oppure DOF, Depth of Field) è un settore della scena ripresa o fotografata nel quale tutti gli oggetti all'interno di esso risultano a fuoco. Tale settore può variare di dimensioni e viene delimitato essenzialmente da due soli valori: Fuoco Vicino(FC) e Fuoco Lontano(FL). Le dimensioni, che come visto, sono variabili dipendono direttamente da tre fattori: lunghezza focale dell'obiettivo, apertura del diaframma e area del piano pellicola /CCD ed indirettamente dal tempo di esposizione.. Per la descrizione di questi tre fattori si rimanda alle nozioni basilari di fotografia, consultabili con l'aiuto di qualsiasi motore di ricerca. La profondità di campo è inversamente proporzionale alla lunghezza focale e direttamente alla chiusura del diaframma, questo sta a significare che a pari diaframma più vengono usate focali lunghe e meno ampia sarà l'area che comprende oggetti a fuoco. Allo stesso modo, a parità di focale utilizzata più chiuderemo il diaframma, compensando con un maggior tempo di esposizione, e maggiore sarà l'ampiezza dell'area nitida. Ecco anche perché la PDC dipende indirettamente dal tempo di esposizione, semplicemente perché aumentando il tempo di esposizione, a pari condizioni di illuminazione, dovremo inevitabilmente agire sul diaframma compensando con una maggior apertura, ma è quest'ultimo chi influisce otticamente nel processo di PDC. IperfocaleStabilito quindi che la PDC è quel processo ottico nel quale si ottiene una zona FC-FL all'interno della quale tutti gli oggetti inquadrati sono a fuoco, per iperfocale si intende la distanza di messa a fuoco nella quale il valore di FL sarà all'infinito. Se per esempio prendiamo un tele da 135 mm, e focheggiamo a 20 m con diaframma 16, 20 m sarà il valore di iperfocale per quell'obiettivo con quella accoppiata punto di fuoco-diaframma in quanto la zona nitida si estenderà da 13m all'infinito. Sebbene sia possibile calcolare matematicamente questi valori, la cosa appare per complessità assai improbabile da attuare sul campo, per questo motivo gli obiettivi per reflex e quelli professionali per videocamere ci vengono in aiuto con una serie di riferimenti colorati posti vicino il "punto zero" - ossia quello che fa riferimento al punto di messa a fuoco - e riportano i valori di diaframma con una scala nel quale il punto zero è in centro, scala del tipo 8 - 5.6 - 4 - 2.8 - 2 - | - 2 - 2.8 - 4 - 5.6 - 8 Tale scala va letta in modo molto semplice, ad esempio, se usiamo diaframma 8, la PDC sarà data dalla distanza dei segmenti che partono dai due numeri "8" e che vengono proiettati nella scala in metri che normalmente si trova adiacente. Naturalmente occorre considerare che questi concetti sono comunque riferiti ad un "illusione": infatti il vero punto a fuoco sarà solamente il punto di messa a fuoco, ma percepiremo come perfettamente a fuoco anche piccole imperfezione che i nostri occhi non sono in grado di cogliere. Senza voler aumentare il livello di difficoltà di questa descrizione, diremo semplicemente che una volta "abbandonata" la fase di ripresa per passare a quella di stampa, potremo verificare che alcune aree che ci appaiano completamente a fuoco in un formato di stampa di 10x15 siano invece leggermente sfocate in un 24x30. Potremo cosi affermare che i concetti sopra esposti sono relativi al formato sia del piano pellicola che di stampa che si vuole ottenere, così riferendosi all'esempio di iperfocale di poc'anzi, se pensiamo che la foto che vogliamo ottenere sarà un 24x30, sarà bene anziché diaframma 16 chiudere a 22.
Utilizzo della PDCCome si può intuire, un sapiente uso della PDC è basilare per riprese o foto ad effetto, la PDC è parte integrante dell'immagine, ed assieme ad essa ne sancisce il successo o il fallimento del nostro tentativo di comunicare quello che vogliamo. La tecnica della PDC può essere utilizzata per isolare un soggetto da uno sfondo che disturba il racconto che stiamo facendo, come per avere ampie zone di "sicurezza" all'interno delle quali tutto è a fuoco senza neppure toccare l'obiettivo. L'utilizzo di essa dipende da una moltitudine di fattori, dal tipo di ripresa, e non ultimo dalla nostra creatività artistica.
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